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Montaione

Verdi colline coltivate e disegnate da poderi, da antichi borghi e castelli medievali, dedicate a chi cerca luoghi autentici, a chi vuole scoprire in pochi chilometri la bellezza del paesaggio, dell’arte e della storia in un ambiente rurale ancora intatto

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Onice di Montaione / L'onice / Riferimenti

L'onice

Riferimenti

Per quanto riguarda gli Alabastri-Onici italiani, mancano notizie relative alle antiche zone di estrazione, ma è probabile che i «nostri» alabastri-onici siano stati molto più numerosi di quelli che alcuni studiosi ritengono.

La storia è scolpita nella roccia

Può darsi che per dargli maggior valore, i produttori, li facessero passare per «orientali».
Gli alabastri che noi ammiriamo non sempre provengono da zone di estrazione note ma in certi casi fanno parte di ritrovamenti occasionali avvenuti entro masse calcaree sfruttate per altri impieghi. F. Corsi, nel 1845, ad un particolare alabastro-onice, rinvenuto a Roma all’interno della Villa Palombara sull’Esquilino, un tempo facente parte di residenze imperiali, assegnò il nome «Alabastro di Palombara» e lo ritenne originario dell’Asia Minore.

In merito a questa provenienza, Vincenzo De Michele e Ugo Zezza in «Le pietre ornamentali di Roma Antica» del 1979, scrivono che questo alabastro sembra identificarsi invece con un tipo proveniente dalle cave di Montaione. In generale, quest’ultimo, si presenta con fondo quanto mai variato sempre con oniciature ondulate che vanno dal bianco candido avorio, al giallo ambrato, al nero e si commercia nelle varietà: giallo ambrato, argenteo, bronzeo, nero.

Onice di Montaione
Onice di Montaione

Scorrendo il Catalogo della Collezione dei Materiali da costruzione e da ornamento del R° Comitato Geologico Italiano del 1875 apprendiamo che l’Onice di Montaione veniva utilizzato in grandi quantità, anche se sembra che manchino notizie storiche del suo impiego nelle opere, perché probabilmente commercializzato anche con nome differente.

L’Onice di Montaione veniva fornito con colorazioni diverse: marrone scuro, a bande marroni e chiare e a bande nere e chiare. Con il taglio effettuato parallelamente al verso di deposizione si ottenevano i «nuvolati» o «fioriti» e addirittura i «tartarugati» questi ultimi come appaiono in certi esempi dell’alabastro di Palombara.

 

Tagliando invece perpendicolarmente al verso di deposizione si avevano i «lineati» ossia alabastri con alternanze di bande di colori. Questi “lineati” risultano quelli maggiormente presenti nelle ornamentazioni. Un caso particolare di lineato di Montaione si ha nell’«Onice del Pescatore» il quale presenta alternanza di bande nere e bande più o meno chiare (da M. Pieri definito “unico al mondo”).

Il territorio di Montaione

Il territorio di Montaione è stato abitato in epoca etrusca e romana, come si evince da vari ritrovamenti archeologici, quali resti di necropoli e di fornaci presso Poggio all’Aglione, Bellafonte..

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