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Montaione

Verdi colline coltivate e disegnate da poderi, da antichi borghi e castelli medievali, dedicate a chi cerca luoghi autentici, a chi vuole scoprire in pochi chilometri la bellezza del paesaggio, dell’arte e della storia in un ambiente rurale ancora intatto

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Onice di Montaione / Caratteristiche / Genesi e caratteristiche

Caratteristiche

Genesi e caratteristiche

In alcune zone il carbonato del travertino si è cristallizzato dando origine ad un bellissimo alabastro calcareo con zonature prevalentemente sulle tonalità scure (nere, marroni, rossicce), ma anche gialle e di altri colori di gradevolissimo aspetto.

Queste particolari colorazioni assunte, sono dovute alla presenza di sali di ferro, manganese ed altri elementi.

Ne è derivata una roccia perfettamente segabile, pulimentabile e lucidabile che è stata estratta per lunghi periodi alimentando un fiorente mercato oggi purtroppo quasi del tutto cessato. In località «Il Bagno» si possono notare tutte le fasi di formazione del travertino, dalle incrostazioni su ogni supporto presente, all’onice dei più belli.

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Le caratteristiche dell’onice di Montaione

Limitate o estese placche di travertini sono frequenti in Toscana, (Staggia, Rapolano, Asciano, Massa Marittima, Sarteano, Pitigliano, Saturnia e altrove). La loro origine è normalmente legata a venute di acque cariche di bicarbonati, soprattutto di calcio e magnesio e che, giunte alla superficie, abbandonano per tutta una serie di cause chimico-fisiche. In particolare i bicarbonati giunti a giorno perdono gli atomi di idrogeno e si trasformano in carbonati insolubili che precipitano depositandosi.

L’età di questi travertini è geologicamente quasi sempre recente, anche addirittura storica o attuale, come in località «Il Bagno» dove si formano tuttora. A grandi linee i processi che portano alla formazione di tali tipi di roccia sono i seguenti.

Le acque delle piogge ricche di ossigeno, quelle vadose e anche quelle termali nel loro soggiornare nel sottosuolo possono interagire in vario modo con i più svariati tipi di rocce, sciogliendo, trascinando, cedendo e caricandosi di molti sali, solubili e insolubili.

Quando tali acque giungono alla superficie alcuni equilibri che vigevano in profondità vengono rotti e normalmente non possono più tenere in carico il loro bagaglio mineralizzato che non può più essere mantenuto in soluzione o in sospensione. Si tratta soprattutto di carbonati che altrove danno origine alla calcite, aragonite, magnesite, componenti base e comunissimi di un gran numero di rocce e di formazioni estesissime.

Questi carbonati vanno a depositarsi e ad incrostare, anche con concrezioni e con strati sempre più spessi, i dintorni della sorgente. Nel corso dei tempi inglobano e pietrificano tutto quello che incontrano sul loro cammino, come organismi e resti vegetali che in questi habitat particolari spesso trovano le migliori condizioni per vivere rigogliosi. Col tempo la sostanza organica se ne va e rimangono le loro perfette impronte pietrificate.

I travertini sono infatti interessantissimi documenti e i loro strati, che variano composizione al variare di livello o di composizione dell’acqua, sono addirittura pagine aperte delle diverse epoche. Una volta formata questa placca calcarea (il travertino), essa va ad espandersi ed ispessirsi e deve obbedire a nuove leggi. Intanto l’alimentazione dal sottosuolo può cessare o aumentare, spostarsi o cambiare composizione.

Selezione del grezzo
Selezione del grezzo

Quindi la formazione del travertino può cessare, oppure intensificarsi o andare a interessare nuove zone, oppure ancora dare origine a strati di diverso colore e composizione o addirittura distruggersi risciogliendo o frantumando in brecce quello già formato. Gli strati di travertino che si ispessiscono e pesano sui terreni sottostanti di diversa natura, possono rompere anche certi equilibri statici e fratturare questi ultimi ed essi stessi spostandosi anche di parecchio quasi «galleggiando» sul substrato.

Le acque salienti possono allora approfittare di questi varchi per giungere a giorno in nuove emergenze per ricementare magari il tutto con sostanze ora diverse e alterare la composizione del travertino più vecchio.

Anche e soprattutto le acque meteoriche, pur esse chimicamente molto attive, possono penetrare in fessure e spaccature dissolvendo il travertino già formato facendo poi ricristallizzare i carbonati a cipolla, cioè a strati sovrapposti di diversa e variata composizione e tonalità (l’onice calcareo), secondo processi di formazione chimica detti di tipo secondario.

Le placche di onice calcareo sono impostate in corrispondenza delle sorgenti alimentatrici lungo le note linee di frattura della zona, a confine fra i terreni antichi e il Pliocene sabbioso e argilloso che lambisce questi ultimi e che si estende verso Ovest a Villamagna e oltre nella vallata dell’Era. In questi luoghi, le speciali condizioni geologiche hanno fatto in modo che alle acque salienti non mancasse proprio niente, ed oltre il manganese e il ferro, anche lo stronzio, il sodio, il potassio, il litio, il boro, il rame, lo zinco, ecc. hanno dato il loro contributo alla realizzazione di questo particolarissimo prodotto ed ai suoi effetti cromatici.

 

Tutti questi eventi, che normalmente non interessano la maggioranza dei travertini, sono alla base della genesi dell’Onice di Montaione. È pur vero che, oltre ai normali travertini, materiali di questo tipo si incontrano frequentemente, ma nessuno di essi, soprattutto per certe tonalità di colore, è lontanamente paragonabile ad esso che resta unico per la sua preziosità ed effetti cromatici.

Questo materiale, scavato e lavorato già all’epoca dei Medici, ha conosciuto un periodo di celebrità dagli anni Sessanta agli anni Ottanta del secolo scorso perché ben lavorabile, pulimentabile e lucidabile ed atto per gli oggetti più svariati e di pregio come statue, soprammobili, lastre per rivestimenti interni ed esterni, pavimenti, tavoli, ecc.

Il territorio di Montaione

Il territorio di Montaione è stato abitato in epoca etrusca e romana, come si evince da vari ritrovamenti archeologici, quali resti di necropoli e di fornaci presso Poggio all’Aglione, Bellafonte..

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